Le previsioni invernali della Commissione europea esprimono fiducia sulla moderata prosecuzione della crescita di Ue e Uem rilevando però varie debolezze tra cui la bassa crescita italiana. Il commissario Moscovici ha escluso ultimatum sui nostri conti pubblici dandoci una breve proroga per le valutazioni conclusive sulle misure correttive richieste. Ciò non basta per tranquillizzare perché il raddoppio dello spread sul bund in meno di un anno riassume la fragilità del nostro complesso politico ed economico non annullata dalla recente buona dinamica della produzione industriale e da segnali di una crescita meno fragile. Ma anche la Ue e la Uem non sono in salute sicchè l’indicatore prevalente dovrebbe essere il grado di preoccupazione settimanale. Le criticità date dalle divaricazioni tra Paesi, i populismi e neo-nazionalismi,l’effetto Brexit e Trump prevalgono sulle schiarite tra le quale il recente incontro tra Draghi e Merkel che prendiamo quale punto di partenza per una riflessione europea.

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