Introduzione:
Pier Virgilio DASTOLI, Presidente Movimento Europeo Italia
Paolo PONZANO, Segretario Generale Movimento Europeo Italia

Presentazione:
Mario BALDASSARRI, Presidente Centro Studi Economia Reale

Modera:
Gerardo PELOSI, Il Sole 24 ORE

Discutono:
Sandro GOZI, Presidente UEF
Daniela FELISINI, Università di Roma Tor Vergata
Amb. Maurizio MELANI
Stefano MICOSSI, Direttore Generale Assonime
Min. Nicola VEROLA
DIBATTITO

Conclusioni:
Giampiero AULETTA ARMENISE, Vicepresidente Movimento Europeo Italia

 

ANALISI E STIME DEGLI EFFETTI
Mario Baldassarri, Centro Studi Economia Reale

Dopo la caduta del Muro di Berlino del 1989 e la riunificazione della Germania, i popoli dell’Europa centrale, che per cinquant’anni avevano vissuto sotto la diretta influenza dell’URSS e “dentro” il Patto di Varsavia, hanno espresso con forza e determinazione la volontà e la speranza di ricucire le loro antiche e profonde radici europee.
Nel 1995 Austria e Finlandia aderiscono alla Unione Europea e nel 1999 entrano nell’euro.
Nel 2004 l’Unione Europea si allarga a Slovacchia, Estonia, Lituania, Lettonia, Slovenia e, verso il Mediterraneo, a Cipro e Malta. Tra il 2007 ed il 2015 tutti questi paesi entrano anche nell’Area Euro.
Nel 2004, aderiscono alla Unione Europea restando fuori dall’euro, Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria seguite da Romania e Bulgaria nel 2007 e dalla Croazia nel 2013.
Così oggi siamo ad una UE a 28 paesi (27 con l’annunciata, probabile e complicatissima uscita del Regno Unito) ed ad una Eurozona a 19 paesi.
Nel corso degli anni novanta, con il dirompente ingresso dell’Asia guidata da Cina ed India sulla scena del commercio mondiale, si è sempre più consolidato l’ineluttabile processo di globalizzazione mondiale.
Anche a fronte di questo, nell’Unione Europea si è riaperto il dibattito sulla alternativa fra “allargamento” e “approfondimento” (Widening and Deepening). Era evidente che, per partecipare a pieno titolo e da protagonista nella globalizzazione, l’Unione Europea doveva diventare più “grande” in termini di popolazione, mercato e Pil e “più profonda” e cioè “più forte” in termini di assetto istituzionale e di rappresentanza politica.
Alla fine degli anni ottanta e fino al 1995 l’Unione Europea aveva 12 membri, oggi è partecipata da 28 Stati. Ecco allora che l’allargamento è avvenuto.
Sul fronte dell’approfondimento però i passi sono stati piccoli e lenti. Ancora oggi dobbiamo completare l’Unione Bancaria e siamo ben lontani da un bilancio federale Europeo, rimanendo con il bilancio sostanzialmente intergovernativo che gestisce risorse attorno all’1% del Pil2 globale dell’UE…

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II – ANALISI E STIME DEGLI EFFETTI: EXECUTIVE SUMMARY

Per completare l’UEM e garantire la prosperità partiamo dal bilancio dell’eurozona di: Giampiero Auletta, Virgilio Dastoli e Paolo Ponzano